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Frazione Cavedine

All'interno di questa sezione sono presenti le pitture murali della frazione di Cavedine. 

Alla distanza di pochi chilometri da Cavedine, vi è il castello Madruzzo, sede dell’omonima casata che dal 1539 al 1658, per 119 anni, resse il Principato Vescovile di Trento con la successione ininterrotta di quattro cardinali. La presenza di questa importante famiglia, che ha seguito l’avvio e la conclusione  del Concilio di Trento, richiese senz’altro  nel territorio circostante la presenza di funzionari e militari appartenenti conseguentemente a classi sociali benestanti.

Inoltre la presenza nell’ultima parte del Concilio di Trento di numerosi partecipanti, ognuno dei quali normalmente accompagnato da un folto seguito, comportò la necessità di utilizzare per l’alloggio abitazioni al di fuori della città tra cui anche alcune del nostro territorio.

Da qui una probabile origine di pitture murali nel paese di Cavedine.

a cura del Gruppo Alpini di Cavedine

Nicchia con Crocifisso.

  • Cavedine, Via Ospedale 14

    Posta tra due finestre architravate in pietra sul primo piano dell’edificio. La tipologia del manufatto è riferibile a metà ‘700. La nicchia è contenuta da un’architettura di malta, composta da due colonne con capitelli che sorreggono un’architrave modanato  e centinato. Al vertice superiore una conchiglia sormonta lo sfondato. 

Nicchia con Madonna

  • Cavedine, Vicolo Cornetto 6

    Su una porzione della casa, evidenziata con un intonaco chiaro, è collocata una nicchia, contenente una statua della Madonna, incorniciata con una modesta decorazione risultante da due pitture sovrapposte. Non disponendo di reperti fotografici o altra documentazione è stato deciso di far convivere entrambe le testimonianze pittoriche nelle loro parti residue.

Stemma araldico Bertè

  • Cavedine, Via Ospedale 3

    Bertè, citati nei documenti anche come de Berthedis o Berthei. Famiglia originaria di Poia (Lomaso) dove è documentata dal 1448 col notaio Antonio, diramatasi in seguito nell’Arcense, in Brentonico e in Cavedine (Laguna) intorno al 1600. 

Stemma araldico Travaglia.

  • Cavedine, Piazza Italia.

    Travaglia di Monte Calavino, citati nei documenti anche come Travaia. Famiglia originaria di Cavedine dove sono documentati almeno dal 1534. Nobiltà del Sacro Romano Impero concessa da Carlo VI (imperatore del Sacro Romano Impero) il 29.07.1715 col predicato nobiliare “di Monte Calavino” a Giovanni Giacomo per i meriti del padre Pietro che aveva combattuto per 10 anni sotto il generale Alderiggi e contribuito a fermare l’invasione nemica nel Trentino.

Stemma araldico Fondrieschi.

  • Cavedine, Piazza Italia 7

    Fondrieschi, famiglia di farmacisti documentata a Cavedine dal 1770 proveniente da Riva del Garda. Famiglia ancor oggi diffusa soprattutto nel Bresciano.

    Forse storpiatura di von Driesch ma questa nobile famiglia tedesca ha uno stemma completamente diverso. Il fatto che sotto lo stemma affrescato ci sia un cartiglio col nome FON DRIES avvalora l’ipotesi dell’italianizzazione del cognome e non è improbabile che gli attuali Fondriest derivino da questa famiglia.

Stemma araldico Madruzzo

  • Cavedine, Via Piazzola n. 24

    Madruzzo è il cognome di due potenti famiglie, distinte una dall’altra, che ebbero la signoria del castello di Madruzzo dal quale trassero il nome.

    La prima ebbe come capostipite Gumpone  (1155-1195) capitano di Castel Stenico e si estinse intorno al 1418 con Bartolomeo. Subentrò la seconda famiglia di Castel Nanno (Val di Non), ramo cadetto dei signori di Denno, che acquisì il feudo nel 1447.  

Crocifissione

  • Cavedine, Via Piazzola n. 8

    In questa crocifissione il Cristo è affiancato dalla Madonna e da S. Antonio abate, al posto del classico S. Giovanni. Di questo santo è possibile notare due dei suoi attributi; il libro delle sacre scritture e la campanella. La sua presenza porta a diverse  ipotesi; che il  committente si chiamasse Antonio o  fosse un devoto di questo santo, oppure ne invocasse l’intervento come protettore degli animali domestici che di certo anticamente erano presenti nell’edificio stesso ed in quelli circostanti.

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Pubblicato il: Giovedì, 20 Ottobre 2016 - Ultima modifica: Venerdì, 03 Marzo 2017

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