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Territorio

La storia di Cavedine

di Giovedì, 03 Aprile 2014 - Ultima modifica: Venerdì, 15 Aprile 2016
Immagine decorativa

L'attuale denominazione si riferisce alle due ville che compongono il centro amministrativo: Laguna e Musté progressivamente riunite dall'evoluzione edilizia in un tessuto urbano piuttosto uniforme. Laguna è situata sul fondovalle su terreni in parte alluvionali recenti e in parte fluvio - glaciali. Musté invece è raccolto sul terrazzo orografico del versamento orientale del Monte Gac. Centro ricco di pregevoli dimore rustico - signorili e di tipiche case contadine, Cavedine vanta origini assai antiche.

Fulcro del sistema stradale interno del paese Piazza Italia, il più autorevole esempio di piazza di villaggio della valle in quanto complesso architettonico in armonica coesione con le costruzioni aristocratiche e borghesi, di proprietari terrieri e contadine, e gli aggregati che lo conformano.
La forma urbana di Musté invece, indicativa della sua matrice fisica di terrazzo e storica di Pieve, è evidenziata da schiere di case rustico - signorili e da case isolate che contornano Piazza Garibaldi.

Cavedine è uno dei siti archeologici, preistorici e romani, tradizionalmente più conosciuti. L'intera area fra i Monti e la valle hanno dato un importante materiale di varie epoche antiche, a cominciare dal Neolitico, conservato in vari musei. A partire dal Medioevo beni fondiari e immobiliari vantavano a Cavedine e nella sua Pieve, il vescovado, i castellani di Madruzzo, Arco Seiano, il monastero benedettino di S.Lorenzo in Trento, la parrocchia, i nobili minori vassalli del vescovo e famiglie di nobili rurali. 

Nel tentativo di arginare la grande ondata migratoria verso l'America e di risollevare l'economia locale con soluzioni moderne a Cavedine sorsero la Cassa Rurale, la Cooperativa, il Consorzio elettrico industriale, il mulino, il panificio, la segheria e il forno essiccatoio per i bozzoli del baco da seta, una proiezione cooperativistica che sottolinea il significato della presenza del paese nella valle alla quale ha dato il nome.

La Vallle di Cavedine, soprannominata dagli anziani del luogo la "val del vent" per la costante brezzache l'attraversa, rivela una particolare condizione geografica. Racchiusa nel più ampio scenario della Valle dei Laghi, è un terrazzamento - privo di un proprio corso d'acqua - alto sul piano del Sarca.

Una piacevole cornice le è offerta dal gruppo del Bondone, a oriente, dal Monte Casale a occidente, dalla dorsale del Monte Gaza - Paganella a settentrione, e più oltre, dal gruppo del Brenta. Non esistono notizie sicure sull'origine dei primi abitatori della Valle. Circa l'epoca della loro prima presenza si può supporre che essa, a causa dell'inospitalità del fondovalle paludoso del Sarca, fosse abitata fin dalla preistoria (Età neolitica, IV millennio) e via via percorsa da strade in epoca romana, medioevale ... e, all'oggi, da una comoda strada provinciale (S.P.n84). 
I borghi, che dolcemente si stendono al sole, trovano conforto nei fertili campi coltivati, eredi di una parcellizzazione ancora medioevale e nei piccoli campi a terrazzo ricavati dal dissodamento di terre comunali boscose o improduttive. I castelli (di Madruzzo a Nord, di Drena a Sud), le Pievi (di Calavino e Cavedine) nonché il potere del vescovo e dei sognorotti locali contribuirono ad aggravare inevitabili liti tra i comuni in contrasto per il taglio del bosco, l'uso delle sorgenti, i terreni per l'alpeggio. In tal senso anche la Valle di Cavedine, fin dal Medioevo, non rimase estranea all'impiego delle "Regole" (Carta di Regola), ovvero di specifiche leggi con relative assemblee dei "vicini" volte a stabilire - e a far rispettare - i più elementari criteri i giustizia. Una felice economia agricola è del resto favorita dal clima, scillante da un tipo sub-mediterraneo ad uno prealpino; la vite, il cipresso, il leccio si incontrano con pinete ed abetaie. 
Poi, verso la metà dell'ottocento, l'incrementarsi dell'inarrestabile fenomeno migratorio, sorprese anche queste terre che, in risposta alla crisi, seppero introdurre il cooperativismo, soprattutto tra le classi contadine.